CIAO NONNO

Si è spento ieri notte improvvisamente il nonno del nostro collega Vittorio Accardo. Una morte cruenta e inaspettata lo ha strappato alla vita….proprio per questo motivo Vittorio ha voluto scrivere e dedicare questa lettera ad un uomo così importante e condividerla con tutti i colleghi. Ti siamo vicini, collega.

 

“Nonno richiama la ripetizione doppia di una sillaba elementare. Come nel caso di mamma e papà, ha a che fare soltanto con il fatto che persone come loro te le trovi accanto sin dal momento in cui ancora non sai fare altro che emettere sillabe semplici. Per questo motivo vorrei ricordarlo come fanno gli inglesi: Grande Padre.
Il mio grande padre, padre di mia madre, era troppo per essere definito come solare o vitale.
Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo. Un verso classico commenta così un’opera scritta per ricordare ciò che non deve essere dimenticato.
Classico, greco, latino. Impossibile raccontare una persona così senza scriverci un libro, o forse anche di più.

L’unica cosa che mi sento davvero di dire è che un uomo così forse non era fatto per conoscere la parola declino, che doveva andarsene senza neanche un accenno di decadimento, ancora capace di risolvere un rebus, ancora capace di citare, di scrivere, di fregare suo nipote con aneddoti incredibili. Forse, per questo, è meglio che sia caduto, è meglio che un motore lo abbia sfiorato e sia caduto di fianco, è meglio che abbia sbattuto l’osso temporale: solo una emorragia cerebrale poteva fermare il suo magnifico pensiero.
Ma qualunque parola sarebbe di troppo, e insufficiente al tempo stesso.
A quest’uomo vorrei comunque dire che mi dispiace avere scoperto troppo tardi che insieme a mio padre era tra le uniche persone che come uomo stimavo.”

 

E per questo lo saluto,
Vittorio

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