1 Dicembre 2012: Giornata Internazionale di lotta all’AIDS

 

red_ribbonNel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che vi siano 33,4 milioni di persone nel mondo che vivono con l’HIV/AIDS, con 2,7 milioni di nuove infezioni HIV all’anno e 2,0 milioni di decessi annuali a causa di AIDS.

 

Nel 2012, per la prima volta, l’Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato i dati su Hiv e Aids in Italia: 4000 i nuovi casi ogni anno, definita come incidenza di infezione medio-alta; le categorie più a rischio, nel nostro paese, sono soprattutto il sesso maschile e gli stranieri con numeri altamente allarmanti.

 

La sindrome da immunodeficienza umana è una sindrome clinica causata dal’infezione del virus HIV e la quale si manifesta col progressivo depauperamento e decadimento del sistema immunitario prediligendo come bersaglio le cellule portatrici, sulla propria superficie,  del recettore CD4.

Il virus HIV appartiene alla famiglia dei Retrovirus, classe Lentivirus e ne sono stati identificati 2 sierotipi.
Il sierotipo 1 è il principale responsabile dell’epidemia a livello mondiale, mentre il sierotipo 2 ha una diffusione più circoscritta e limitata all’Africa Occidentale.

Le modalità di trasmissione hanno subìto nel tempo cambi di costume in termini statistici, ma sicuramente ciascuna mantiene ancora la propria valenza: rapporti sessuali NON PROTETTI, contatto diretto con Materiale organico o sangue (in lesioni di continuo) e trasmissione madre – figlio nel momento del parto o durante l’allattamento.

Nessun rischio di contagio, invece, è associato alle normalissime attività quotidiane, per cui viene smitato il pericolo di contagio mediante stoviglie, bicchieri, asciugamani etc…o nel contatto diretto attraverso pelle integra (baci, abbracci, carezze), nello sport, o per via aerea.

Ma quando si parla di HIV e quando di AIDS?

Il soggetto indicato come sieropositivo è caratterizzato dalla comparsa, rilevata mediante test di laboratorio, di anticorpi anti-HIV, la cui presenza non è obbligatoriamente associata a malattia, bensì alla fase di latenza clinica.

Dopo circa 3-6 settimane di latenza clinica, si appalesa la fase di infezione primaria con un quadro clinico, nella maggior parte dei casi (25- 50%) , asintomatico o variabilmente aspecifico nella rimanente percentuale dei soggetti che hanno contratto l’infezione.

 

Con il progressivo deterioramento del sistema immunitario, il quale, seppur in rigida opposizione, ospita in sé la replicazione virale, vengono meno all’organismo i meccanismi di difesa; ad un numero critico di linfociti oscillanti tra 400/ml e 200/ml, l’organismo si indebolisce di capacità difensive anche nei confronti di quei patogeni comunemente commensali, i quali, da “Opportunisti” diventano i principali responsabili di infezioni clinicamente manifeste. E così… il quadro clinico di AIDS, nello stadio cosiddetto SINTOMATICO può esser variabilmente rappresentato da: patologie polmonari( la polmonite da Pneumocystis jirovecii, la tubercolosi (che può evolvere in extrapolmonare) e la parotite);  infezioni del tratto gastro-intestinale con esofagiti e diarrea cronica; patologie neurologiche quali la toxoplasmosi, la leucoencefalite multifocale progressiva e la demenza HIV-correlata. Infine, sono ormai note, le correlazioni di rischio fra l’AIDS e alcuni tumori fra cui il Sarcoma di Kaposi, i tumori del cervello e i linfomi.

La prevenzione è volta ovviamente ad ANNULLARE qualunque esposizione al rischio, con opportuni e semplici accorgimenti di comune rilievo: l’uso del preservativo, rapporti sessuali responsabili (basso numero di partner, conoscenza dello stato HIV +/- proprio e del partner), maternità assistita per ridurre la trasmissione verticale, profilassi post esposizione in seguito a contatto accertato con materiale infetto.

 

Perché parlarne???

 

Perché oggi, secondo un recente studio epidemiologico affrontato su un vasto campione di soggetti,  il 31% dei nostri giovani, dichiara di saperne poco o nulla in merito a cosa si tratti, modalità di trasmissione, rischi di infezione. 

Oggi, 1 DICEMBRE 2012 si celebra la Giornata Internazionale di lotta all’AIDS, e scegliamo quest’occasione per diffondere la cultura della prevenzione e, a fronte delle ultime incoraggianti scoperte e studi sperimentali in termini di farmacoterapia, anche per sostenere la ricerca, affinchè l’obiettivo “Getting to Zero” venga esteso tanto all’azzeramento delle infezioni quanto alle morti correlate da patologia AIDS.

 

Oggi, noi, scegliamo di dire SI all’amore e NO all’AIDS.

 

 

Staff Aulett@’99

 

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